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UN MANIFESTO PER L'AGRICOLTURA DEL FUTURO

Dodici proposte concrete per costruire una regione rivolta al futuro delle imprese e dei consumatori. Si è concluso il ciclo di incontri promosso da Coldiretti Abruzzo nel Mediamuseum di Pescara per consegnare ai 4 candidati alla carica di presidente della Regione il Manifesto Politico sul cibo e l’agroalimentare abruzzese.

DALL'1 GENNAIO SCATTA LA FATTURAZIONE DIGITALE

In vista dell'obbligo di emettere digitalmente le fatture aziendali, Coldiretti lancia il portale del Socio per agevolare il passaggio e mettersi in regola con la nuova normativa che scatta dal 2019. Ecco cosa fare.

BANCA DELLE TERRE, 30 ETTARI ANCHE IN ABRUZZO

Nuove opportunità per i giovani imprenditori abruzzesi con la banca delle terre agricole e i bandi per autoimprenditorialità e ricambio generazionale.

allarme anche in abruzzo per alberi caduti

Per Coldiretti necessaria manutenzione per gli alberi del verde pubblico che vanno adeguatamente tenuti e curati. Ecco i dati sul verde pubblico dei capoluoghi abruzzesi di provincia.

DI PRIMIO NUOVO PRESIDENTE DI COLDIRETTI ABRUZZO

Cambio al vertice di Coldiretti Abruzzo. Silvano Di Primio, classe 1962, titolare dei Vivai Del Ponte di Cepagatti, azienda leader in Europa nella produzione di piante grasse, è il nuovo presidente della federazione regionale abruzzese subentrando a Domenico Pasetti, viticoltore titolare dell’omonima cantina che ha guidato la Coldiretti regionale dall’anno 2000.

COLDIRETTI CHIEDE INTERVENTO POLIZIA CONTRO I CINGHIALI

Coldiretti Teramo chiede l’intervento straordinario della Polizia Provinciale per arginare l’emergenza cinghiali. E’ il senso della missiva inviata al Comando della Polizia teramana per un supporto in una lotta diventata ormai senza quartiere: quella contro la fauna selvatica.

In Abruzzo bene export vino, Montepulciano superstar

Record per le esportazioni di vino italiano nel 2018, con un aumento del 13% in valore a gennaio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma per l'Abruzzo non è una novità visto che, nel 2017, fonte Istat, la crescita delle esportazioni aveva raggiunto il 13,4%, quasi il doppio della media nazionale di riferimento. Intanto Coldiretti costituisce un comitato di supporto alle politiche di mercato sul vino con nomi prestigiosi del vino: per l'Abruzzo c'è Pasetti.

NEL 2018 IL PRIMO RACCOLTO ABRUZZESE NELLE CONFEZIONI MADE IN ITALY

Quello del 2018 sarà il primo raccolto di grano abruzzese usato per una pasta veramente made in Italy. A dirlo è Coldiretti Abruzzo, che ricorda che sono già in commercio le confezioni di pasta secca prodotte in Italia che, per legge, devono vedere obbligatoriamente indicati in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura.

UNA OTTICA DI FILIERA PER L'AGROALIMENTARE ABRUZZESE

“La filiera agroalimentare italiana” è il titolo del convegno promosso da Coldiretti Chieti previsto oggi pomeriggio alle 15.00 nella sala Convegni della 57esima Fiera Nazionale dell’agricoltura. Un incontro per illustrare stato, opportunità e prospettive di un argomento molto sentito e particolarmente attuale: il futuro dell’agroalimentare italiano e abruzzese in un’ottica di filiera.

BENE ALLO STOP DAZI IN USA

Anche l'Abruzzo beneficerà dello Stop alla guerra commerciale con gli stati Uniti. Un primo sospiro di sollievo per i tanti imprenditori agricoli abruzzesi che avevano temuto la possibile stretta sulle importazioni negli Stati Uniti con ripercussioni sull’economia regionale.

I 5 IMPEGNI PER IL NUOVO PARLAMENTO

Un manifesto politico per il bene dell’Abruzzo e dell’Italia: Coldiretti Abruzzo lo proporrà ai candidati delle diverse coalizioni alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. L’appuntamento è domani pomeriggio 29 febbraio nella fattura sociale Rurabilandia di Atri.

Al via i "voucher" per la digitalizzazione

Con lo scopo di incentivare la digitalizzazione aziendale e incentivare l'adozione di software gestionali calibrati e di adeguati strumenti di hardware, il mise ha pubblicato un bando per la concessione di specifici voucher con uno stanziamento a carico del Bilancio pubblico. Leggi quali aziende possono partecipare e come.

ULTIMI GIORNI PER LA PRESENTAZIONE DEL PAP

Scadono il 31 gennaio i termini per l’elaborazione e l’invio dei Programmi annuali delle produzioni, delle preparazioni e delle importazioni, meglio conosciuti come PAP e PAI, obbligatori per le aziende che operano nel settore Biologico. Le aziende interessate sono pregate di contattare gli uffici di riferimento territoriale facendo attenzione a non attendere gli ultimi giorni.

LA TIPICITà SOTTO AI 5MILA ABITANTI

Il 100% delle tipicità Dop e Igp abruzzesi nasce sul territorio dei 249 piccoli comuni della regione: si va dall’Olio Pretuziano delle Colline Teramane alla Carota dell’Altopiano del Fucino. E’ quanto emerge dall’esclusivo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato dalla Coldiretti a Roma a Palazzo Rospigliosi.

zafferano, raccolto a rischio con calo del 30%

“Sono a rischio l’incolumità delle persone e la sussistenza del patrimonio di biodiversità che caratterizza l’Abruzzo, a partire dal suo prodotto simbolo: lo zafferano”. A lanciare ancora una volta l’allarme contro il proliferare dei cinghiali è Coldiretti Abruzzo che chiede interventi immediati. Basta aspettare. Necessario trovare soluzioni adeguate.

DA OGGI ORIGINE OBBLIGATORIA ANCHE SU LATTE UHT E FORMAGGI

Scatta definitivamente l'obbligo di indicare in etichetta l'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i derivati ottenuti da latte di allevamenti stranieri. Lo rende noto la Coldiretti. Una tutela in più anche per i prodotti abruzzesi tradizionali.

Vi segnaliamo

L’Agricoltura abruzzese, un tempo primaria risorsa economica della regione e in seguito soppiantata dallo sviluppo industriale che ha investito con particolare importanza alcune aree, ha riscoperto negli ultimi anni una nuova dimensione economica, agevolata dalla trasformazione e dal processo di svecchiamento in atto nel settore sia a livello nazionale che più propriamente regionale. Il valore aggiunto riferibile al settore è di 877milioni di euro (Fonte Istat, andamento dell’economia agricola 2017) su cui hanno una particolare incidenza i dati relativi all’export, pari a 66milioni di euro per i prodotti agricoli e 506 milioni di euro per i prodotti dell’agroalimentare (Fonte Istat, indicatori territoriali per le politiche di sviluppo) e un numero di occupati complessivo di 20,8mila unità (Fonte Istat, conti nazionali 2017) di cui 14,2mila riferiti all’industria alimentare. Si tratta quindi di una regione in cui l’agroalimentare ha un valore importante, potenzialmente destinato a crescere e a radicarsi ulteriormente in uno scenario complessivo che vede il “cibo” come bene fondamentale e primario.
La competitività dell’agricoltura e dell’agroalimentare abruzzese si fonda sulla distintività delle produzioni regionali e del made in Italy e ha come architrave di difesa e valorizzazione l’etichettatura obbligatoria dell’origine.
In linee generali serve:
 - Rafforzare la sovranità alimentare del nostro Paese (dal territorio alla biodiversità, al patrimonio zootecnico, ai grandi marchi italiani) arginando tutti quegli accordi cosiddetti multilaterali che cancellano le nostre identità e annichiliscono le nostre produzioni;
 - Tutelare il vero made in Italy a partire dal mercato interno, rafforzando la battaglia per la distintività integrale del nostro cibo (produzione agricola e trasformazione tutte italiane), il suo rapporto con la gente, la sua penetrazione all’interno della filiera enogastronomica, vero moltiplicatore del suo valore fra i milioni di turisti che visitano il nostro Paese;
 - Sostenere la presenza e l'offerta del cibo del territorio rafforzando la presenza dei mercati contadini e vincolando la ristorazione pubblica a corsie preferenziali per le produzioni locali;
 - Incentivare tutte le misure che costituiscono un paradigma sostenibile: sul fronte energetico (energia rinnovabile), sul piano dell'economia circolare (chimica verde e biotecnologie), sul consumo del suolo, sulla ristrutturazione del patrimonio idrico del paese, sull'orizzonte della biodiversità (pensiamo ai bovini "nati e cresciuti in Italia"), in termini di nuovo welfare rafforzando i vettori dell'agricoltura sociale e di comunità, naturalmente ribadendo la chiusura netta agli OGM;
 - Accelerare l’insieme dei processi di educazione all'imprenditorialità e al lavoro in agricoltura integrando compiutamente nella filiera formativa territori e imprese: il fine è di incentivare il potenziale competitivo dell'intero settore, massimizzando gli strumenti per l'innovazione.

Di seguito si indicano le macro tematiche che debbono intendersi prioritarie per il mondo agricolo abruzzese, sinteticamente approfondite nella fase successiva del presente documento:
1. SVILUPPO DELLA MULTIFUNZIONALITA’ E DELL’ECONOMIA AGRICOLA
2. CORRETTA GESTIONE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO
3. TUTELA DEL MADE IN ITALY & VALORIZZAZIONE DELLA FILIERA AGRICOLA ABRUZZESE
4. SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E SBUROCRATIZZAZIONE.

*§*§*§*
§ 1. SVILUPPO DELLA MULTIFUNZIONALITÀ E DELL’ECONOMIA AGRICOLA
§ 1.1 Credito
E’ stato più volte ribadito dalla Coldiretti come l’accesso al credito rappresenti un fabbisogno per le imprese agricole poiché si tratta di una esigenza molto rilevante che deve essere soddisfatta nel percorso del rafforzamento degli investimenti innovativi e della capacità competitiva delle imprese.
Coldiretti Abruzzo ritiene fondamentale agevolare il mondo agricolo introducendo investimenti sull’innovazione di processo e di prodotto con la promozione di opportunità di accesso facilitato al credito.
Proposte
E’ fondamentale pertanto instaurare un percorso che determini l’istituzione di un fondo di garanzia a supporto dell’erogazione del credito in agricoltura. Tale fondo, creato in favore delle piccole e medie imprese del settore agricolo e veicolato attraverso i Confidi a vocazione agricola accreditati a livello nazionale, consentirebbe l’offerta di una sostanziosa garanzia sul credito, permetterebbe il sostegno alle imprese negli investimenti materiali e immateriali e, non da ultimo, migliorerebbe l’approccio a nuovi investimenti, anche per il tramite delle misure previste dal Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020.

§ 1.2 Multifunzionalità e diversificazione
Multifunzionalità e diversificazione, introdotte dalla Legge di Orientamento in agricoltura, sono aspetti fondamentali per l’integrazione al reddito delle aziende agricole e offrono opportunità nuove, interessanti e concrete per le imprese che vogliono essere competitive sul mercato. Un settore importante in tal senso è l’agricoltura sociale, che ha subito una recente riforma a livello nazionale con specifico riguardo a Fattorie Didattiche, Agriasilo, Agrinido, Agritata e Fattorie Sociali.
Proposte
E’ prioritario un riordino normativo in linea con la nuova legislazione nazionale in materia di agricoltura sociale. Alla stessa approvazione del regolamento attuativo della legge recante “Disciplina delle fattorie didattiche, agrinido, agriasilo e agritata” (L.R. n.48/2013), non è seguita una piena attuazione delle disposizioni previste. In particolare è necessario creare un elenco ricognitivo delle suddette aziende e dare avvio ad interventi formativi mirati.

§ 1.3 Vendita diretta, Mercati e Mense
Nella società odierna è divenuta centrale l’importanza della filiera corta e di ciò che rappresenta in termini di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente, tradizione quali componenti essenziali dell’autentico made in Italy. Il progetto economico di Coldiretti, in tal senso, ha al centro la tutela delle produzioni italiane e la loro promozione principalmente attraverso la rete di Campagna Amica che, a livello nazionale, conta oltre 11mila punti vendita (di cui 7.502 fattorie, 2.352 agriturismi e 1.187 mercati) e un giro di affari di circa 4miliardi di euro.
In Abruzzo la rete si estrinseca principalmente nei 4 mercati coperti di Campagna Amica, situati nelle 4 città capoluogo e divenuti un punto di riferimento per famiglie, cittadini e consumatori in genere che possono così conoscere le peculiarità delle nostre produzioni più autentiche, senza distorsioni e omologazioni,  in perfetta linea con la recente approvazione, da parte del Consiglio Regionale, del Testo Unico sul Commercio che tutela la vendita diretta operata dalla imprese agricole, in piena conformità con la sopracitata legge nazionale. Vale la pena ribadire, altresì, il valore dei mercati e dei punti di vendita diretta di Campagna Amica quali elementi di trasparenza e convenienza per il consumatore nonché di contributo alla crescita delle economie locali e di sostenibilità ambientale.
Proposte
E’ di primaria importanza contribuire:
1. allo sviluppo e alla diffusione dei suddetti mercati di vendita diretta in località strategiche per l’incontro tra produttore e consumatore;
2. dare seguito al testo normativo regionale sulla vendita diretta con circolari esplicative da parte degli assessorati competenti, anche di concerto con l’ANCI regionale (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che richiamino la Legge di Orientamento e vadano a fungere da vademecum operativo per i vai soggetti coinvolti, anche in funzione dello “street food agricolo”.
3. Incentivare il consumo e l’introduzione di produzioni agricole ed agroalimentari locali nell’ambito di mense di servizio pubblico (scuole, ospedali, ecc) e in ogni contesto di ristorazione collettiva allo scopo di favorire un consumo sostenibile del prodotto locale, di qualità e legato al territorio, nel rispetto dell’ambiente e del chilometro zero.

§ 1.4 Fondi Comunitari e Programma di Sviluppo Rurale
Il Programma di sviluppo rurale (PSR) per la Regione Abruzzo, che è stato formalmente adottato dalla Commissione europea il 13 novembre 2015, delinea le priorità per l’utilizzo di circa 432 milioni di euro di finanziamento pubblico, disponibile per il settennio 2014-2020 (207 milioni di euro dal bilancio dell’UE e 225 milioni di euro di cofinanziamento nazionale). Risulta a dir poco vitale un imponente cambio di passo della macchina amministrativa regionale nella gestione degli stessi con particolare riguardo alla gestione del PSR in corso i cui fondi, come noto, hanno rischiato il disimpegno al termine del triennio stabilito. Da ciò si evince come si debbano purtroppo registrare numerose difficoltà a discapito del Mondo Agricolo il quale, ad oggi, è la vera vittima di tali lentezze burocratiche.
Proposte
E’ fondamentale fornire continue e nuove azioni strategiche al PSR 2014-2020 nonchè un ulteriore slancio amministrativo che abbia come punti di azione specifica le seguenti proposte: 
1. Calendarizzazione dei bandi in uscita nel breve-medio termine;
2. Semplificazione delle forme di presentazione delle domande ed eliminazione della burocrazia in eccesso, specie negli allegati alle domande di aiuto;
3. Massima celerità nelle istruttorie;
4. Massimo ricorso all’istituto del “soccorso amministrativo” al fine di evitare il rigetto di domande qualitativamente elevate ma spesso escluse per meri errori formali;
5. Introduzione di forme di gara alternative alle attuali, previste dalla normativa vigente, che valutino la qualità della spesa e vadano a salvaguardare gli obiettivi prefissati.
Inoltre, sempre in riferimento all’attuale programmazione, è appena il caso di sottolineare che il Psr 2014-2020 incarna uno strumento di crescita per tutta l’economia regionale nonché un forte stimolo al Ricambio generazionale. Quest’ultimo, assume sempre più rilevanza in quanto, oltre a contribuire a risolvere problemi occupazionali di ordine generale, può dare un contributo al settore stesso in termini di competitività e innovazione. Si è evidenziato nel tempo, infatti, come le imprese condotte da giovani abbiano una maggiore propensione agli investimenti, all’innovazione, alla diversificazione e siano più flessibili rispetto agli andamenti del mercato. A tal proposito, è necessario mettere in condizione le giovani generazioni di “scegliere” il settore agricolo senza ingessarle con tempi lunghi e procedure macchinose.

§ 2. CORRETTA GESTIONE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO
§ 2.1 Parchi, Aree Protette, piccoli comuni e tutela delle fasce deboli
L’Abruzzo è caratterizzato da una Superficie Agricola Utilizzabile pari a circa il 63% di quella totale e da una forte presenza di Aree Protette che rappresentano circa il 40% della superficie totale (3 parchi nazionali, 1 parco regionale, oltre 54 aree SIC ecc.) le quali vanno necessariamente valorizzate e coinvolte, principalmente in termini agricoli, anche al fine di prevenirne lo spopolamento e il dissesto idrogeologico. In sostanza, è necessaria una strategia complessiva di conservazione e di valorizzazione del patrimonio naturale, ambientale e culturale, condivisa dalle popolazioni locali e dai portatori d’interesse, con l’avvio di un’azione sinergica volta alla valorizzazione di attività produttive, turistiche, agricole e artigianali consentendo alle popolazioni locali, e in particolare agli imprenditori agricoli, di assumere il ruolo di “attori del proprio ambiente”.
Proposte
Il futuro delle Aree Protette deve essere legato al consenso di chi vi risiede che, per essere ottenuto, deve passare attraverso processi di trasparenza nelle decisioni e per il tramite della partecipazione attiva di tutte le forze presenti sul territorio: solo attraverso la condivisione del piano da parte di tutta la comunità, tali aree possono diventare un importante fattore di sviluppo economico e sociale oltre che di tutela dell’ambiente.
Spesso, il Mondo Agricolo subisce norme e procedure amministrative che, senza un evidente valore ambientale specifico, inibiscono di fatto il normale svolgimento dell’attività con conseguente graduale abbandono del territorio.
Pertanto è fondamentale:
1. Garantire la presenza degli agricoltori nella Governance dei Parchi attraverso le modifiche e le integrazioni alle normative vigenti.
2. Stipulare convenzioni direttamente con gli agricoltori per il mantenimento, la ricostituzione degli habitat, gli interventi forestali e di tutela idrogeologica del territorio con notevoli benefici per le comunità e, al contempo, offrendo la possibilità di generare redditi integrativi per l’imprenditore agricolo, nella logica della multifunzionalità in agricoltura.
In riferimento ai centri minori e ai piccoli Comuni, è fondamentale tutelare i paesaggi a vocazione rurale, in coerenza con la Legge 6 ottobre 2017, n. 158, attraverso l’introduzione di una Legge regionale per la promozione dell’invecchiamento attivo e in buona salute che preveda una serie di norme volte a valorizzare il ruolo dell’agricoltore “senior” nella gestione attiva e nel recupero di alcune specificità, non ultime le aree verdi pubbliche e il patrimonio montano.

§ 2.2 Consorzi di Bonifica, “Coltivazione” dei fiumi ed Energia Verde 
 Anche i Consorzi di Bonifica richiedono un intervento di riforma che, di concerto e con il sostegno regionale, vada ad ottimizzare i costi e a valorizzare il ruolo che gli stessi hanno, specie con riguardo alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla preservazione dell’ambiente.
Proposte
A tal proposito sarebbe auspicabile un intervento volto ad ottenere economie di scala, per conseguire risultati importanti attraverso l’esercizio in forma associata e l’attribuzione ad un unico e ulteriore Ente di alcune funzioni specifiche quali, a titolo esemplificativo, quelle relative alla tenuta del catasto consortile dei soci dei cinque Consorzi o piuttosto alla gestione dei servizi informatici, passando per la gestione amministrativa del personale dipendente, tendendo alla massima professionalizzazione degli stessi, anche per materie di alta specializzazione.
Va sottolineato che, nella Regione Abruzzo, oltre alla forte e dissennata antropizzazione del territorio, è mancata la manutenzione ordinaria dei fiumi e dei fossi minori.
Pertanto riemergono con forza la necessità e l’urgenza di realizzare in tempi brevi una seria e pianificata programmazione di interventi di pulizia di tutti quei materiali che costituiscono ostacolo o restringimenti al deflusso delle acque, senza distruggere la naturalità fluviale. Anche in questo caso è auspicabile una norma che oltre a rafforzare il ruolo dei Consorzi di Bonifica, preveda la possibilità di affidare l’esecuzione dei predetti interventi di manutenzione ordinaria degli alvei demaniali ai conduttori dei terreni confinanti o ad altri soggetti privati interessati, mediante regolare autorizzazione da parte degli Uffici competenti del Genio Civile, in forma gratuita, in quanto beneficianti della legna prodotta.
Da ultimo, si fa cenno alla necessità di agevolare e ridurre a livello regionale l’attuazione concreta di accordi e protocolli di valenza nazionale, come l’Accordo Coldiretti-Terna-Anbi su energie rinnovabili e risorse idriche,  con il quale le parti coinvolte si impegnano per identificare una strategia di azione per valutare le possibili iniziative di interesse comune finalizzate all’ottimizzazione delle risorse irrigue, all’efficientamento energetico e alla tutela dei territori con un forte coinvolgimento dei cinque Consorzi di Bonifica, dell’ente Regione Abruzzo e la regia di Anbi e Coldiretti Abruzzo.
I principali ambiti di collaborazione ivi definiti riguardano, da una parte, il disegno di una strategia volta a massimizzare i benefici derivanti dall’impiego della risorsa irrigua attraverso una gestione polivalente e dall’altra l’impegno a identificare le azioni finalizzate all’utilizzo ottimale ed efficiente delle reti idriche e degli invasi per usi idro-potabili, irrigui ed energetici.

§ 2.3 Beni demaniali, Forestazione e Pascoli
In Abruzzo la superficie boschiva ricopre il 41% della superficie regionale ed è pari a circa 400mila ettari con un potenziale indotto che potrebbe avere importanti e positive prospettive sull’economia di tutta la regione. Tuttavia, si registrano sempre più casi nei quali a causa del degrado e dell’abbandono i boschi sono diventati vere giungle ingovernabili, anche in preda ai piromani, con rischi per l’ambiente e la stabilità idrogeologica. Gli incendi provocano danni incalcolabili dal punto di vista ambientale sia per la perdita di biodiversità sia per la distruzione di ampie aree di bosco le quali sono polmoni verdi che concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Il bosco, se valorizzato attivamente con pratiche di gestione sostenibile, può rappresentare dunque non solo il serbatoio naturale di assorbimento del carbonio, ma anche un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato garantendo così lo sviluppo socio‐economico delle aree marginali, rurali e di montagna.
Proposte
Risulta pertanto prioritario procedere alla:
1. Gestione sostenibile e strutturata della risorsa “bosco” contrastando nello stesso tempo l’abbandono delle zone montane e valorizzando la sorveglianza e la manutenzione svolte dagli imprenditori agricoli su questo particolare territorio armonizzando la normativa regionale alla disciplina nazionale (D.Lgs 3 aprile 2018 n.34).
2. Definizione del regolamento di attuazione della Legge sulla Forestazione (L.R. n. 3 del 2014: Legge organica in materia di tutela e valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo della regione Abruzzo) poiché la mancata emanazione del Regolamento attuativo, tra gli altri impedimenti, impone il rinvio alle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, diverse da territorio a territorio e non aggiornate alle esigenze moderne, specie con riguardo alla disciplina dei periodi di monticazione e demonticazione.
Una riflessione a parte va fatta sugli usi civici: il quadro normativo regionale va necessariamente innovato e armonizzato in funzione delle misure agroambientali del P.S.R. le quali spesso impongono impegni pluriennali nella conduzione delle superfici agricole. In particolare è di primaria importanza procedere a rendere uniforme la materia evitando il crearsi di molteplici discipline amministrative nella gestione delle concessioni.
 
§ 2.4 Consumo del Suolo
Secondo lo studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) denominato “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” (2017), le dinamiche socio-economiche come l’esodo dalle montagne o l’espansione delle città lungo la costa e nelle pianure sono  strettamente legate ai cambiamenti d’uso del suolo.
In tal senso è facilmente riscontrabile che la Regione Abruzzo ha vissuto da un lato l’espansione delle città lungo la costa e nelle pianure e dall’altro il continuo abbandono delle aree interne, montane e collinari, che hanno determinato nelle prime la perdita definitiva di terreni ad elevato potenziale produttivo per l’agricoltura e nelle seconde i processi di rewilding, che comportano una notevole perdita economica; tali dinamiche pregiudicano la redditività e lo sviluppo economico di queste aree nel prossimo futuro. Da ciò ne deriva che l’abbandono dell’attività agricola, specie in aree interne e di montagna, rappresenta un fenomeno che, per quanto legato soprattutto a difficoltà di prospettive economiche da parte delle imprese agricole, costituisce una delle principali concause dei fenomeni di dissesto idrogeologico a fronte della conseguente carenza manutentiva del territorio, esercitata storicamente dagli agricoltori.
Proposte
E’ necessario provvedere ad un progetto di legge regionale (in conformità agli articoli 9, 44 e 117 della Costituzione, agli articoli 11 e 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea ed ai principi fondamentali recati dalla legislazione statale in materia di governo del territorio) per la preservazione del suolo agricolo avvalendosi del progetto di legge regionale redatto da Coldiretti Abruzzo che prevede l’inserimento di vincoli nei piano urbanistici comunali volti alla preservazione territoriale.

§ 2.5 Gestione della fauna Selvatica
Ogni anno in Abruzzo vengono stimati e denunciati circa 2 milioni di euro di danni da fauna selvatica. Un dato sicuramente considerato per difetto visto che numerosi sono gli agricoltori che hanno rinunciato a reclamare i risarcimenti a causa della mancanza di una completa copertura finanziaria. Non si tratta più di un problema di ordinarietà nella gestione venatoria. Il conto è salatissimo e l’obiettivo primario è quello di diminuire al massimo le conseguenze che infrangono il diritto d’impresa delle aziende agricole, il cui risarcimento impegna ingenti risorse pubbliche.
Proposte
E’ fondamentale un cambio di passo nel percorso di riforma che sta investendo la gestione dei cinghiali e, in generale, della fauna selvatica in Abruzzo, in particolare con il completamento dei procedimenti amministrativi che hanno visto l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio, propedeutico al vitale ripensamento della gestione della fauna. Sono vitali, inoltre, modifiche normative e regolamentari, con particolare riguardo alle LL.RR. nn. 10/2003 e 10/2004, presupponendo a tali azioni riformatrici la responsabilizzazione massima del mondo venatorio e degli ATC, anche in tema di risarcimento del danno, con il superamento della regola del De minimis sul problema dei danni alle colture agricole. Particolare attenzione dovrà essere rivolta,  altresì,  ad eliminare tutte le antinomie tra le suddette leggi regionali e la legge nazionale (Legge n. 157/1992), prevedendo anche la rotazione delle squadre nelle varie zone.

§ 3. TUTELA DEL MADE IN ITALY & VALORIZZAZIONE FILIERA AGRICOLA ABRUZZESE
§3.1. Lotta alle Agromafie e alle Agropiraterie
Il valore dell’export dell’agroalimentare italiano ha superato la soglia dei 41 miliardi di euro. Si stima che il cosiddetto italian sounding – o meglio le imitazioni dei prodotti italiani affidati al solo richiamo del logo – ne valga almeno sessanta.
Proposte
Questo valore può essere recuperato attraverso  l’etichettatura obbligatoria dell’origine e la riforma legislativa dei reati in materia agroalimentare proposta dalla Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, il cui Comitato scientifico è presieduto dal Dott. Gian Carlo Caselli, il quale si pone come obiettivo la realizzazione di una serie di iniziative di alto livello scientifico dirette a diffondere presso l’opinione pubblica e i vari livelli istituzionali la tutela del made in Italy nel settore dell’agroalimentare.
Su questo tema vale inoltre la pena ricordare che in Abruzzo nel 2017 si è costituito un Osservatorio regionale, espressione di un Tavolo partenariale (oltre che da Coldiretti, costituito tra gli altri da Regione Abruzzo, Ispettorato interregionale del Lavoro di Roma, Inps, Direzione Regionale Inail, Anci, Cgil, Cisl, Uil e Assolavoro per citarne alcuni)  volto ad analizzare e a proporre azioni di contrasto al fenomeno del lavoro irregolare attraverso un protocollo d’intesa denominato: “Promozione di azioni di contrasto al fenomeno del caporalato e di sfruttamento lavorativo in agricoltura” con il fine, di studiare, prevenire e contrastare i fenomeni inerenti l’utilizzo improprio e lo sfruttamento della manodopera in agricoltura.
Coldiretti Abruzzo ritiene fondante mantenere attivo tale Osservatorio implementandone le attività e mantenendo costante l’impegno ivi profuso e, al contempo, promuovere e diffondere le iniziative e le attività, anche su scala regionale, della Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”.

§ 3.2 Valorizzazione della Filiera Agricola Abruzzese
Con il suo progetto Coldiretti intende valorizzare e promuovere il vero prodotto agricolo Made in Italy. Gli obiettivi sono assicurare una giusta remunerazione a chi produce, garantire sicurezza, origine, genuinità e qualità ai consumatori italiani, esaltare i primati e le distintività dei nostri territori, portando un accrescimento del patrimonio complessivo del nostro Paese.
Coldiretti si è fatta anche  promotrice della nascita di Filiera Italia, la nuova realtà associativa che vede per la prima volta il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale. Soci promotori di Filiera Italia sono Coldiretti, Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica) e ancora Bonifiche Ferraresi, Ocrim, Farchioni Olii, Cirio agricola, Donna Fugata, Maccarese, OL.Ma, Giorgio Tesi Group, Terre Moretti (Bellavista) e Amenduni. Filiera Italia è aperta all’adesione di altre realtà produttive che si pongono come obiettivo quello di sostenere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola, con filiere che esprimono i valori comuni dell’identità territoriale e nazionale, della trasparenza e della sostenibilità, in una logica di consumo consapevole. Filiera Italia nasce anche per favorire la conoscenza e la diffusione di pratiche alimentari basate sui principi della dieta mediterranea, attraverso la combinazione di tutti gli ingredienti utili ad una alimentazione sana, variata ed equilibrata. Filiera Italia è convinta che valorizzare i prodotti agricoli italiani nella trasformazione industriale sia un obiettivo importante per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese ma è anche un vero elemento di distintività del Made in Italy che va difeso con responsabilità, rappresentando anche una risposta concreta alla fame d’Italia dei consumatori a livello globale.
L’impegno di Filiera Italia è, infatti, rivolto alla difesa delle eccellenze nazionali sui mercati esteri dove si è assistito ad un proliferare di attacchi, dall’italian sounding al sistema di etichettatura a semaforo che si sta affermando in molti Paesi Europei, con effetti distorsivi sulla concorrenza che vanno fermati. Un sistema sostenuto dalla lobby della chimica che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole e che hanno reso l’Italia il paese più sano al mondo, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Ma con Filiera Italia si punta anche a fare sistema nei negoziati per la revisione della Pac a difesa dell'eccellenza, l'unicità e l'autenticità del modello agroalimentare italiano, che fonda il suo successo sul legame intimo e virtuoso fra Industria e produzione agricola. Filiera Italia sta avendo già importanti impatti a sostegno delle imprese agricole attraverso la stipula di grandi contratti di filiera tra produttori e le più rilevanti industrie dell’agroalimentare italiano, in particolare, nei settori zootecnico, del grano e dell’olio. I contratti di filiera garantiscono le imprese agricole sia sotto il profilo della pianificazione pluriennale dell’attività produttiva sia in termini di tutela del reddito e remunerazione dei prodotti agricoli. Il progetto rappresenta sicuramente un modello virtuoso da replicare con il coinvolgimento di tutti gli operatori del sistema agroalimentare abruzzese pronti a condividerne valori e progettualità, in particolare a sostegno delle filiere agricole e agroalimentari espressione della distintività del territorio abruzzese. E’ chiaro che un ruolo determinante di accompagnamento e sostegno di queste filiere virtuose devono svolgerlo le amministrazioni regionali e locali, a partire dalla pianificazione di azioni e la messa a disposizione di risorse e strumenti a sostegno (vedi Psr, ma più in generale tutti i fondi comunitari).
Proposte
La Regione Abruzzo deve necessariamente promuovere processi di reale aggregazione e di completamento delle fasi della filiera agricola a beneficio delle produzioni abruzzesi, anche per il tramite di veri e propri contratti di filiera, che vadano a tutelare le ragioni del mondo produttivo e le richieste del consumatore. E’ auspicabile, ad esempio, non incoraggiare l’utilizzo di marchi certificati che nell’immaginario comune sono definiti “abruzzesi” ma che poi non tengono minimamente conto della provenienza territoriale del prodotto che abruzzese non è.
Sono inoltre necessari veri e propri sostegni economici, anche per il tramite del Programma di Sviluppo Rurale, alla Filiera Cerealicola Abruzzese volta anche a trasformare il frumento locale in Pasta, e alla Filiera della Pecora Abruzzese per ottenere Arrosticini realmente locali.
Sarebbe opportuno, inoltre, sostenere e incoraggiare lo sviluppo e il recupero di colture distintive della Regione Abruzzo come lo Zafferano, il pomodoro a pera d’Abruzzo o le Mandorle per la produzione di Confetti “autoctoni”.
 Discorsi a parte meritano prodotti come il Latte, il Vino e l’Olio.
 Per il settore lattiero abruzzese – che coinvolge circa 600 allevamenti ad indirizzo prevalente per una produzione di latte pari a 675mila quintali ed una PLV di 25milioni di euro - risulta fondamentale, al fine di garantire la sopravvivenza del prodotto locale e per renderne dignitoso il prezzo del prodotto, incoraggiare e sostenere il completamento della relativa filiera, costruendo misure di impulso alla generazione di impianti di trasformazione. Ulteriori interventi vanno effettuati, inoltre, direttamente sul settore produttivo della vendita e dei conferimenti, per i quali bisogna tendere all’eliminazione di ogni intermediario non funzionale al procedimento virtuoso della filiera.
Per quel che concerne il settore vitivinicolo, è necessario ricordare che la produzione media in Abruzzo è di circa 4.500.000 quintali di uva e 3milioni di ettolitri di vino di cui almeno un milione a denominazione di origine per un totale di circa 18mila aziende vitivinicole attive su una superficie agricola complessiva di oltre 32mila ettari. Il comparto è in fase di forte espansione specie nei mercati esteri (+13,4% nel 2017) e, con riferimento alle necessità comuni quali la promozione, occorre dare propulsione a un viatico culturale che superi i micro campanilismi e gli interessi particolari e che vada ad incentivare al massimo l’aggregazione e la collaborazione. Infatti la forza contrattuale generata da più aziende agevolerebbe la formazione di una massa critica grazie alle maggiori risorse a disposizione.
 Con ragione di ciò si registra, altresì, in un’ottica di sistema, la necessità di identificazione del prodotto con la propria “Carta d’Identità” DOC e maggiori risorse indirizzate alla promozione sui mercati internazionali data la sempre crescente richiesta da parte di Paesi esteri. .
Inoltre, al fine di garantire una adeguata redditività ai produttori vanno incentivate le produzioni a denominazione, la gestione del prodotto inteso come controlli sulle produzioni e sugli imbottigliamenti ed infine incrementare le aziende iscritte a tipologie di coltivazione a basso impatto ambientale come agricoltura integrata e biologica.
Da ultimo, anche per il settore vitivinicolo, sarà necessario calare a livello regionale la riforma che ha visto il consolidamento legislativo dell’enoturismo, inteso come quelle attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell'ambito delle cantine.
Discorsi validi anche per il settore olivicolo il quale, però, abbisogna di maggiori attenzioni, anche e soprattutto economiche, dal punto di vista del prioritario sostegno al rinnovamento degli impianti, che dovranno tendere ad essere intensivi al fine di garantire una produzione costante e di limitare il costo della manodopera sino ad incentivare, con misure imponenti, la promozione e la cultura dell’Olio Extra Vergine d’Oliva.  Si ricorda che in Abruzzo il comparto olivicolo conta circa 6 milioni di piante su circa 46mila ettari che rappresentano circa il 50% della superficie agricola arborea utilizzata, una produzione media di 14mila tonnellate di olio e un totale di circa 60mila aziende di cui 15mila che coltivano prevalentemente olivo, oltre 350 frantoi e tre Dop presenti nelle province di Chieti (Colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle colline teramane).  Orbene risulta importante, anche per questo settore, incentivare precipui interventi di sostegno alla tutela della produzione regionale anche attraverso un apposito Piano olivicolo, che tuteli il prezzo del prodotto, l’occupazione e che ragioni in linea con i principi di una filiera controllata e sicura.
Inoltre, sarebbe auspicabile mantenere e difendere il Panel test quale strumento necessario per la classificazione e la valutazione delle caratteristiche organolettiche degli olii di oliva vergini al fine di tutelare i produttori di oli di qualità ed i consumatori nonché promuovere la conoscenza dell’olio Evo al fine di tutelarlo dalle sempre più frequenti importazioni di prodotto dall’estero.
In riferimento alla necessità di filiere produttive, va infine sottolineata l’importanza in termini di ricerca e sviluppo di sostegni concreti al vivaismo abruzzese nelle sue espressioni di orticolo, frutticolo, forestale e ornamentale: si tratta di un importantissimo comparto produttivo che va potenziato ulteriormente quale primo tassello di un ciclo chiuso che parta da semi “made in Abruzzo” e porti  concrete opportunità di lavoro in termini di manodopera del settore.

§ 4. SEMPLIFICAZIONE, RIORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA, SBUROCRATIZZAZIONE
§ 4.1 Riorganizzazione della macchina amministrativa
Il carico per le imprese agricole derivanti da processi burocratici distorti costituisce uno dei principali elementi di aggravio competitivo. Lo squilibrio tra controlli “giusti” – che fanno dell’agricoltura italiana la più sicura del mondo – e pressione burocratica derivante dalla molteplicità di interventi tra loro non coordinati, finiscono per generare tra gli stessi agricoltori un elemento di malessere nei confronti dell’azione pubblica. Questo scenario necessita di un intero ripensamento della macchina amministrativa sia in riferimento agli iter burocratici e ai processi di autorizzazione sia relativamente alla gestione delle risorse pubbliche. E’ prioritario perciò procedere alla riforma dell’organizzazione istituzionale che, a livello regionale, si sostanzia con una ristrutturazione del Dipartimento delle Politiche dello sviluppo rurale e della Pesca tendente al rinnovamento, allo svecchiamento e al cambio generazionale.
In proposito si ricorda che nell’ambito dell’ordinamento regionale, Coldiretti ha sostenuto un processo di semplificazione amministrativa incentrato sul principio di "sussidiarietà orizzontale" che ha trovato nel CAA il soggetto privato qualificato ed idoneo all’affiancamento delle Amministrazioni pubbliche allo svolgimento di talune funzioni istruttorie in un'ottica di snellimento amministrativo sino a determinare la generazione del c.d. “SuperCAA” per il tramite della D.G.R. n. 1123 del 2015. 
Proposte
Il Dipartimento andrebbe riorganizzato facendo riferimento a tre imprescindibili linee guida:
1. Massima applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e collaborazione tra i Servizi regionali e i CAA, potenziati dall’applicazione nei procedimenti del principio del silenzio-assenso;
2. Massima informatizzazione delle procedure e potenziamento delle competenze informatiche, in modo da accelerare le istanze e garantirne la tracciabilità, specie nella determinazione delle tempistiche anche per la materia UMA (Utenti Motori Agricoli).
3. Massima uniformità dei procedimenti amministrativi a livello regionale evitando difformità e prassi differenti tra gli uffici STA.
Va generata inoltre la promozione di tavoli tematici permanenti sui temi comuni che chiamano in causa diverse competenze e differenti Dipartimenti (è sempre più diffusa la presenza di argomenti che investono più materie come ad esempio la tematica dell’Agricoltura Sociale che comprende la materia agricola, quella sanitaria e quella dei servizi sociali) e sarebbe opportuno attribuire, inoltre, all’Assessorato all’agricoltura competenze specifiche riguardanti il Cibo, dotando lo stesso di funzioni proprie di altri Dipartimenti sino alla creazione di un Dipartimento del Cibo, che parta dai produttori (agricoltura) per arrivare ai trasformatori, ai distributori e ai consumatori.
 
In riferimento al presente documento, Coldiretti Abruzzo si rende sin d’ora disponibile ad un confronto costruttivo sui temi trattati per migliorare il futuro dell’economia abruzzese, con particolare riferimento alla nuova generazione degli agricoltori.
Abruzzo, gennaio 2019

Condiviso dai candidati alla Presidenza della Regione Abruzzo:

Giovanni Legnini - centrosinistra
Sara Marcozzi - movimento 5stelle
Marco Marsilio - centrodestra
Stefano Flajani - casapound

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